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martedì 21 maggio 2019
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20/09/2011 ISTITUTO COMPRENSIVO: RIORGANIZZAZIONE NON PER FARE CASSA MA TRASFORMAZIONE CULTURALE

Il decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito nella legge 15 luglio 2011, n. 111 (art.19) ha trasformato, senza tenere conto della competenza delle Regioni, un possibile modello di organizzazione delle istituzioni scolastiche in realtà istituzionale obbligatoria con ricadute notevoli sulla consistenza organica del ruolo dei dirigenti scolastici: si parla di una contrazione del 30% dell’organico. Consistenti anche la contrazione dell’organico dei direttori e degli assistenti amministrativi. In questa innovazione saranno coinvolte oltre 5 mila istituzioni scolastiche, oltre mille delle quali saranno soppresse. Il prodotto finale si aggira intorno a 4500 nuovi istituti comprensivi.
Una “rivoluzione” (cui Tuttoscuola ha dedicato un ampio dossier scaricabile gratuitamente da tuttoscuola.com) che potrebbe evaporare se la Corte Costituzionale dovesse accogliere i ricorsi presentati dalle regioni Toscana, Puglia ed Emilia Romagna che denunciano l’invasione di competenza in una materia che la riforma del Titolo V ha attribuito alle Regioni.
L’istituto comprensivo dall’anno scolastico 2012/2013 si dovrebbe configurare, infatti, come una forma ordinaria di riorganizzazione dell’intero ciclo della scuola di base (elementare e media). La generalizzazione della verticalizzazione “imposta” dal Governo, i cui risparmi sono destinati a finanziare per il triennio 2012/2014 i costi di funzionamento dell’Invalsi, dell’Indire e di attivazione del servizio nazionale di valutazione, impone una riflessione attenta e rigorosa al Miur ma anche alle Regioni alle quali è attribuita la competenza di rendere operativa la previsione legislativa nel quadro della programmazione dell’offerta formativa territoriale e della distribuzione della rete scolastica nei contesti regionali.
Il passaggio da scuola specifica (materna, elementare e media) con i suoi programmi e finalità a scuola comprensiva unica non deve essere inteso come una semplice riorganizzazione per fare “cassa” ma come trasformazione culturale di un modo diverso di fare scuola.

Fonte: TuttoScuola.com
Allegato 1:
Allegato 2:
Allegato 3:
 
 
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