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martedì 16 luglio 2019
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15/03/2010 SE IL MAESTRO SI ESPRIME IN DIALETTO...

Si è saputo nei giorni scorsi che in una scuola elementare di Pordenone un quarantenne maestro (una rarità) supplente ha perso l`incarico - o più precisamente, a quanto pare, non ne ha ricevuto un altro - anche perché avrebbe utilizzato, durante le lezioni, espressioni dialettali campane, creando così difficoltà di comprensione tra gli alunni delle due classi a lui affidate.

Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto sarebbero stati i genitori a protestare con la dirigente scolastica. Ne sarebbe scaturita perciò un`ispezione, dopo la quale al supplente non è stato rinnovato il contratto di lavoro, presumibilmente dal dirigente scolastico (si trattava di una supplenza temporanea).

Certo, la motivazione del mancato rinnovo data dal dirigente dell`USP che aveva disposto l`ispezione ("manifesta incapacità didattica in un docente non abilitato") è pesantissima. E` vero che il funzionario ha escluso che esistano collegamenti fra l`accertata manifesta incapacità e le (in)competenze linguistiche del supplente denunciate dai genitori, ma la cosa è in qualche modo ancora più preoccupante per almeno tre aspetti: perché la pronuncia in qualche modo si può correggere, mentre l`incapacità didattica no; perché con questa specie di bocciatura sul campo sarà difficile che questo supplente possa avere altri incarichi, almeno in provincia di Pordenone; e infine perché, se la valutazione del dirigente dell`USP è corretta, si deve ritenere che il quarantenne supplente "non abilitato" (strano, per una persona di quell`età) abbia insegnato - presumibilmente per una ventina d`anni - senza averne la capacità.

E forse l`interessato si chiederà: è giusto che una cosa del genere (alquanto insolita, almeno in Italia) sia capitata solo a me?

Fonte: Tuttoscuola.com
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