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martedý 18 giugno 2019
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02/12/2003 LA PIAZZA HA DETTO NO ALLA RIFORMA. E ADESSO COSA FARANNO I PARLAMENTARI?

Gli studenti prima, gli insegnanti e i genitori poi hanno portato in piazza a Roma la protesta contro la riforma Moratti. E a Bologna un`altra manifestazione di grande rilievo, sempre contro la riforma, con una particolare sottolineatura della necessitÓ di difendere il tempo pieno. Centinaia di migliaia di persone in piazza, divisi (un vecchio vezzo della sinistra) ma uniti nell`obiettivo di opporsi ai guasti che Letizia Moratti coi suoi provvedimenti sta recando alla scuola italiana. Una manifestazione che sarÓ magari sfuggita a qualche quotidiano di informazione particolarmente diffuso in Italia (che ha preferito dar spazio alla solita questione del crocifisso nelle aule invece che ai problemi veri della scuola), ma che non potrÓ essere sottovalutata da chi nei prossimi giorni dovrÓ seguire l`iter dell`approvazione del "decretino" su materne e primo ciclo. Le commissioni parlamentari innanzitutto dove c`Ŕ gente che poi deve fare i conti coi propri elettori a proposito ad esempio, del rischio che venga cancellato il tempo pieno. Siamo dunque alla stretta finale: i tempi per varare il provvedimento per cambiare scuola dell`infanzia e del primo ciclo sin dal prossimo anno scolastico sono strettissimi. La scandenza delle iscrizioni comunque incombe, e le famiglie ancora non sanno a quale scuola dovranno mandare i figli. Una situazione paradossale, senza precedenti a cui gli ostinati tutori del "decretino" (i "talebani" della scuola li ha definiti Beniamino Brocca, responsabile scuola Udc, area della stessa maggioranza di governo) hanno voluto e continuano ad alimentare. Ma a che pro? Intanto siamo in grado di mettere a disposizione il testo del parere che l`Anci (Associazione nazionale comuni italiani) presenterÓ al MIUR alla prossima riunione della Conferenza unificata: una raffica di emendamenti.

LINK: http://www.cgilscuola.it/moratti/parereanci1.htm

Fonte: TuttoScuola.com
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